Il sonno è molto più di un semplice momento di riposo, è un vero e proprio “laboratorio biologico” dove il cervello dei bambini si sviluppa, consolida i ricordi e ricarica le energie.
Tuttavia, per molti genitori, la notte può trasformarsi in una sfida: circa il 25-30% dei bambini sperimenta disturbi del sonno che influenzano umore, salute e crescita.
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TogglePerché il sonno è il miglior amico della crescita?
Mentre i piccoli dormono accadono cose straordinarie. Durante il sonno profondo l’organismo produce l’ormone della crescita (GH).
Inoltre, dormire è fondamentale per:
Imparare: il cervello “salva” le informazioni apprese durante il giorno nella memoria a lungo termine;
Regolare le emozioni: un buon riposo riduce irritabilità e ansia;
Attenzione e Focus: spesso, un bambino che sembra “iperattivo” o aggressivo è in realtà solo un bambino molto stanco.
I protagonisti del sonno dei bambini: Terrore Notturno, Sonnambulismo e Incubi
È fondamentale capire ciò che accade nelle diverse fasi della notte, poiché l’approccio cambia completamente.
1. Il Terrore Notturno (Pavor Nocturnus)
Il terrore notturno è una perturbazione non patologica del sonno con frequenza intermittente e di spontanea remissione frequente nei bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni.
Accade nella prima parte della notte, durante il sonno più profondo e si manifesta con un parziale risveglio dal sonno profondo.
Gli episodi di pavor notturno possono apparire drammatici perché il bambino urla, sembra terrorizzato e ha gli occhi sbarrati, può dimenarsi e non rispondere ai tentativi di conforto.
Sebbene il bambino appare molto spaventato, si tratta di un fenomeno benigno, per cui è importante non cercare di svegliare il bambino o di scuoterlo: sta dormendo e non avrà di questi episodi al mattino. La sua mente è in un blackout totale di consapevolezza.
In genere il pavor tende ad autoeliminarsi e non rende necessario alcun trattamento nonostante possa proseguire per anni. Tuttavia se il disturbo dovesse persistere durante l’adolescenza o in età adulta può essere utile rivolgersi ad un professionista.
2. Il Sonnambulismo
Il sonnambulismo è un disturbo del sonno che si manifesta durante la prima parte della notte, quando il sonno è più profondo.
Tipico tra i 4 e i 10 anni, vede il bambino alzarsi e camminare per casa o eseguire determinati comportamenti come ad esempio spogliarsi che al risveglio non vengono ricordati.
Gli studi dimostrano che durante gli episodi di sonnambulismo una parte del cervello resta addormentata, mentre la parte implicata nel movimento mostra segnali di attività analoghi a quelli della veglia.
La durata degli episodi è in genere minore di 15-20 minuti e al risveglio il bambino non ricorda cosa sia successo.
Sebbene il sonnambulismo non abbia conseguenze dirette sulla salute diventa importante mettere l’ambiente in sicurezza assicurandosi che le finestre siano chiuse e la porta di casa sia ben serrata.
Come per il pavor, il bambino è in una fase di sonno profondo e non va svegliato bruscamente perché un risveglio inaspettato può provocare paura, confusione o rabbia. E’ consigliato provare a guidare la persona sonnambula lontano dai potenziali pericoli e portarla a letto.
3. Gli Incubi: quando il sogno spaventa
Nei bambini gli incubi sono molto frequenti e non necessariamente rispecchiano un disagio psicologico.
Avvengono verso il mattino (fase REM) e arrivano a svegliare in uno stato di angoscia.
La durata dell’evento è breve, circa 4-15 minuti, ma a seguito il soggetto potrebbe non riuscire più ad addormentarsi.
Questi sogni dal contenuto terrificante si verificano soprattutto nei bambini tra i 4 e i 12 anni e tendono a manifestarsi in modo intermittente per brevi periodi mostrando una graduale e spontanea remissione associata alla crescita.
In questo caso, il conforto è fondamentale. Farsi raccontare l’incubo ha un valore terapeutico: potete aiutare il bambino a “cambiare il finale” della storia, rendendola meno spaventosa.
Nel caso in cui gli incubi diventano ricorrenti (2-3 a settimana) si rende necessaria un’indagine psicologica.
È noto infatti che anche nel bambino è presente un’associazione tra incubi e disturbi d’ansia o disturbo post traumatico da stress, ma soprattutto, un’associazione con l’ abuso infantile (fisico/psicologico) che va pertanto sempre indagata.
Adolescenti: l'attacco dei "Gufi"
Con la pubertà, l’orologio biologico si sposta naturalmente in avanti. Questo fenomeno è noto come Sindrome della fase dI sonno ritardata (DSPS). Negli adolescenti il cervello inizia a rilasciare melatonina circa due ore più tardi rispetto ai bambini e iniziano fisiologicamente a sentire sonno verso le 23:00 o mezzanotte.
Anche a causa della resistenza alla stanchezza il sonno cresce più lentamente nei ragazzi, permettendo loro di restare più a lungo vigili durante la sera.
Il problema emerge quando la biologia si scontra con la società.
A livello psicofisico è possibile parlare di Social Jetlag, corrispondente ad una mancata coincidenza tra l’orologio biologico e la routine del quotidiano. Se un adolescente si addormenta eccessivamente tardi ma deve svegliarsi presto per andare a scuola, vi è il rischio di perdere 2-3 ore di sonno ogni notte.
Così si crea:
- Debito di sonno: durante la settimana gli adolescenti accumulano stanchezza cronica che solitamente cercano di recuperare nel weekend. Questo non fa che peggiorare il “ritardo di fase”
- Impatti cognitivi: la mancanza di sonno colpisce la corteccia prefrontale, area del cervello che gestisce le decisioni e il controllo degli impulsi, spiegando parte dell’irritabilità e della difficoltà di concentrazione
Gli adolescenti tendono a restare svegli fino a tardi, ma la scuola li costringe a sveglie precoci.
Questo crea una cronica deprivazione di sonno che può portare a cali nei voti e problemi di umore.
I 4 pilastri per un riposo sereno
Dalle ricerche emerge che la maggior parte dei problemi può essere risolta con una buona “igiene del sonno”:
- L’importanza della Routine: Seguire sempre gli stessi passi (bagno, pigiama, libro) prepara il cervello al riposo.
- Addio Schermi: Tablet e smartphone emettono una luce blu che “inganna” il cervello, facendogli credere che sia ancora giorno. Spegneteli almeno un’ora prima della nanna.
- Ambiente Giusto: La camera deve essere fresca, buia e silenziosa.
- Autonomia: È importante incoraggiare il bambino ad addormentarsi da solo nel suo
- letto, sviluppando la capacità di auto-consolarsi se si sveglia di notte.



