disturbi alimentari - centro clinico piemonte

DI COSA SI OCCUPANO I CENTRI SPECIALIZZATI NELLA CURA DEI DISTURBI ALIMENTARI

11 Dicembre 2022

Cosa sono i Centri specializzati nella cura dei DCA

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), tra i quali i più frequenti sono anoressia, bulimia, binge eating e obesità, sono patologie complesse e spesso in comorbilità con altri disturbi di carattere psicologico o medico, per questo motivo è opportuno affidarsi a Centri specializzati in cui operano équipes multidisciplinari in grado di riconoscere tempestivamente il problema e formulare diagnosi accurate che consentano di individuare il percorso terapeutico più adatto, anche avvalendosi delle differenti professionalità presenti. Questi Centri si occupano di prendere in carico l’individuo valorizzando la specificità della sua storia e delle sue esperienze e predisponendo in base ad esse trattamenti individualizzati e costruiti appositamente sulla persona. Al centro del lavoro clinico vi è l’attenzione alle parole, ai pensieri e ai comportamenti del paziente, che permette di strutturare cure adeguate ai suoi bisogni e necessità, invece che procedure standard universalmente applicabili a qualsiasi caso; l’obiettivo è quello di considerare la persona nella sua singolarità ed unicità, nonostante inserita in sistemi sociali e relazionali, e pertanto valorizzarne le risorse prendendosi anche cura dei lati di maggiore fragilità, secondo i suoi tempi e le modalità ad essa più congeniali.

Chi si rivolge ad un Centro specializzato

In alcuni casi possono rivolgersi ai Centri persone che non hanno ancora maturato la decisione di voler intraprendere il percorso di guarigione (ad esempio adolescenti portati dai genitori), in queste situazioni è necessario l’intervento psicologico volto ad accompagnare il paziente nel riconoscere il disagio e quello che ne comporta, prendere consapevolezza di poter cambiare e sviluppare la voglia di provarci mettendosi in gioco. Il soggetto che si rivolge ad un centro specialistico ha la necessità di sentirsi capito e libero da pregiudizi, è pertanto fondamentale stabilire un rapporto di fiducia già dal primo contatto facendo sentire il paziente accolto e protetto, oltre che seguito da persone competenti. I professionisti coinvolti nel processo di cura devono aiutare il paziente ad analizzare il significato del suo comportamento, senza criticare o giudicare ma inducendolo a valutare i rischi medici del suo disturbo, i costi e benefici del percorso terapeutico indicato e i vantaggi che potrà ottenere impegnandosi nel trattamento. Quando la persona da seguire è minorenne o vive con i genitori è opportuno il coinvolgimento in fase iniziale di tutto il nucleo familiare, al fine di renderlo partecipe nel programma terapeutico e prepararlo a creare un clima accogliente che supporti il trattamento e possa essere un successivo punto di riferimento per il paziente in caso di abbandono preventivo della terapia.

La valutazione diagnostica

La valutazione diagnostica è il primo indispensabile passo da compiere quando una persona si rivolge ad un Centro per chiedere aiuto, poiché non sempre un problema che si manifesta con un comportamento alimentare alterato dipende da un vero e proprio disturbo dell’alimentazione; la valutazione indaga quindi le relazioni sociali, familiari e interpersonali, le abitudini alimentari, il rapporto con il cibo e il proprio corpo, la storia del peso e il funzionamento scolastico o lavorativo. Oltre al colloquio, il professionista si può avvalere di altri strumenti come questionari o interviste per accertare o meno la presenza tanto di DCA quanto di altre patologie psichiatriche (depressione, fobie, ossessioni, ecc.) o mediche (ad esempio celiachia o problemi endocrini come l’ipotiroidismo). Una volta confermato il sospetto di un possibile disturbo dell’alimentazione, viene prevista una valutazione medica volta ad effettuare una precisa misurazione della frequenza cardiaca e pressione arteriosa, della temperatura corporea, di peso e altezza e la loro eventuale variazione negli ultimi mesi, oltre ad una auscultazione cardiaca e ad un esame delle estremità che possono rivelare segni di malnutrizione.

L’approccio multidisciplinare

Essendo i DCA patologie multifattoriali (psicologiche e biologiche) che possono alterare e compromettere la salute di tutto l’organismo, necessitano di un approccio multidisciplinare basato sulla collaborazione di un’équipe di esperti afferenti a diverse discipline, che si occupano in modo integrato di questi aspetti e la cui composizione può comprendere i seguenti professionisti: psichiatra, medico, psicologo, psicoterapeuta, dietista/nutrizionista, fisioterapista, personal trainer, educatore, infermiere. In base al trattamento individuato in fase di valutazione il paziente può essere accompagnato nel percorso da un singolo terapeuta oppure da terapeuti multipli, in costante confronto fra di loro in modo da poter elaborare terapie e narrazioni terapeutiche coerenti, che possano fornire al paziente gli strumenti per avere un quadro completo della situazione da tutti i punti di vista. Questo approccio è utile anche a garantire una continuità terapeutica, obiettivo principale dei centri specialistici, che si occupano pertanto di seguire il paziente in ogni fase del trattamento, dalle più gravi, alle più lievi e fino ai controlli e follow up periodici per la prevenzione di ricadute dopo la guarigione.

Linee guida per il trattamento dei disturbi alimentari

Nelle linee guida dell’American Psychiatric Association (APA, 2012) sono elencati i principali step del trattamento dei disturbi dell’alimentazione:

  • diagnosticare e trattare le complicanze mediche
  • aumentare la motivazione e la collaborazione al trattamento
  • aumentare il peso corporeo (nell’anoressia)
  • ristabilire un’alimentazione adeguata
  • affrontare gli aspetti sintomatologici (dieta, digiuno, vomito, abuso di lassativi, diuretici, iperattività)
  • correggere i pensieri e gli atteggiamenti patologici riguardo al cibo e al peso
  • curare i disturbi psichiatrici associati al disturbo dell’alimentazione
  • cercare la collaborazione e fornire sostegno ed informazioni ai familiari
  • aumentare il livello di autostima
  • prevenire le ricadute

Perché rivolgersi ad un Centro specializzato

Rivolgersi ad un Centro specializzato in disturbi dell’alimentazione è importante quindi non solamente per chi ha già la conferma di soffrire di una di queste patologie ma anche e soprattutto per tutte le persone che ne hanno il sospetto o che hanno riscontrato alcuni dei sintomi ascrivibili a queste condizioni, poiché la tempestività nel contrastare i fattori di rischio con un intervento precoce correla positivamente a risultati più rapidi ed evita l’aggravarsi della patologia con le eventuali ripercussioni sulla salute fisica e psichica ad essa connesse.

Con l’aiuto dei professionisti presenti, il paziente potrà scoprire che il rapporto disarmonico che ha con il cibo ha probabilmente altre cause biologiche o psicologiche da indagare attraverso l’approfondimento dei propri vissuti esperienziali e che il trattamento adeguato alle sue esigenze sarà fondamentale per modificare la connotazione emozionale legata all’alimentazione, per sviluppare di conseguenza un rapporto con essa di tipo più sano e meno conflittuale.

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